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Rotary Club Modica
In occasione del decennale di Pozzallo-Ispica PDF Stampa E-mail
Scritto da Orazio Licitra   

È arrivato il momento di festeggiare i primi dieci anni di attività del Rotary Club di Pozzallo-Ispica!

Un club che sento un po’ mio. Nacque, infatti, quale costola del sodalizio modicano durante l’anno di mia presidenza e fu, quindi, inevitabile che contribuissi, prima, alla gestazione e, poi, al parto di questo club che, da subito, mi accolse quale suo socio onorario. Di ciò sono orgoglioso, non solo per essere stato fra i protagonisti della sua nascita, ma anche per i tanti successi che in questi dieci anni hanno arriso ai presidenti succedutisi nella sua conduzione e ai soci che ne fanno parte.

Di questi successi riferiranno senz’altro i diretti protagonisti, mentre io mi soffermerò sulle vicende che portarono alla nascita del Club.

Correva l’anno del centenario: tutto il Rotary era percorso da un fremito di orgoglio per il prestigioso traguardo raggiunto e fiorivano mille iniziative per celebrarlo al meglio. Già da anni all’interno di ogni club si lavorava per il “progetto del Centenario”, per realizzare -cioè- qualcosa che testimoniasse nel tempo tanto il ruolo, ormai secolare, che il Rotary aveva svolto e che -ci si auspicava- avrebbe continuato a svolgere a livello planetario quanto il prestigio che, grazie alle infinite azioni di servizio locali ed internazionali, si era meritatamente conquistato.

In questo contesto maturò la nascita del club di Pozzallo-Ispica. Nell’ormai lontano settembre 2004, durante la sua visita amministrativa al Club di Modica, l’allora Governatore Ferdinando Testoni Blasco -sondando le reali possibilità di creare un nuovo sodalizio nell’area di pertinenza del Club di Modica (a quel tempo rappresentata dai comuni di Modica, Scicli, Ispica e Pozzallo)- individuò proprio nel territorio di queste due ultime cittadine un bacino che si prestava ad accogliere un nuovo Rotary. Da quel momento per me e per Nino Galfo -subito nominato da Testoni Blasco suo delegato per la nascita del nuovo club- finirono le tranquille prospettive con cui speravamo di svolgere e, possibilmente, concludere con serenità i rispettivi mandati ricevuti in seno all’organizzazione rotariana.

Le sue telefonate -garbatamente insistenti-, i suoi pressanti e stringenti discorsi ben presto ebbero ragione dei nostri iniziali tentennamenti, delle nostre timide opposizioni. Fu così che ci lanciammo a capofitto in un’avventura che sembrava destinata a misero fallimento. Ma la caparbietà di Nando, trovò in me -me lo si consenta- un ottimo epigono: più mi si diceva che non era possibile creare un Rotary a Pozzallo e nei suoi dintorni, più mi accanivo nella ricerca di nuovi adepti e nel dare supporto incondizionato all’opera indefessa di Nino Galfo, altrettanto caparbia, ma certo più saggia e ponderata della mia. Lentamente i risultati cominciarono a vedersi. Determinante l’incontro con Rino Galfo, con Giorgio Pisana, con Peppe Iemmolo e con gli altri primi entusiasti Rotariani di Pozzallo, grazie ai quali io, l’avvocato e il caro Francesco Arezzo di Trifiletti -che sempre ci accompagnava nei nostri primi incontri pozzallesi- iniziammo ad intravedere concretamente la possibilità di cogliere il nostro obiettivo. I due ‘Titta’ fecero il resto: mi riferisco a Titta Curto -che ci aprì gli orizzonti di Ispica- e a Titta Sallemi che, oltre a subentrare a Francesco nelle nostre trasferte pozzallesi e a sommergerci di preziosi consigli, coinvolgendo alcuni suoi amici ci permise di raggiungere il traguardo dei venti soci con cui si poté, intanto, placare Nando e, quindi, richiedere l’iscrizione del Club al Rotary International. Ricordo ancora perfettamente il momento in cui, dopo aver contato e ricontato i nomi degli aspiranti Rotariani di Pozzallo ed Ispica, diedi con non poca trepidazione il via libera a Peppe Iemmolo -provvisorio tesoriere- per effettuare il bonifico al Rotary International che suggellava l’inizio della nuova avventura.

Non fu facile, né tantomeno breve. Molte volte fummo vicini a gettare la spugna. Ma ora -a distanza di dieci anni- posso assicurarvi che ne valse la pena.

Mi piace, infatti, pensare che le fatiche compiute, le difficoltà affrontate, i giorni -e, talvolta, le notti- dedicati alla fondazione del Club di Pozzallo-Ispica siano state pienamente gratificate dai risultati ottenuti.

In primo luogo, il successo di aver insediato un Rotary in due cittadine di grandi potenzialità economiche (mi riferisco all’agricoltura ispicese e al commercio marittimo pozzallese), cui -purtroppo- negli ultimi anni si è aggiunta anche una grande emergenza sociale (i continui sbarchi delle centinaia di migranti che non danno tregua al comune rivierasco). In un simile contesto un Rotary è indispensabile! Infatti, come più volte mi è capitato di sottolineare, il Rotary deve svolgere fino in fondo il ruolo che gli è più congeniale, quello di penetrare nei gangli vitali della realtà economica, sociale e culturale in cui opera e -sfruttando le energie professionali, intellettuali e morali che coagula al suo interno- costituirne un motore propulsore che dovrebbe essere avvertito dalla comunità locale -appunto- come indispensabile. Pur sapendo che non sempre è così -che non sempre È FACILE che sia così-, ritengo tuttavia che questa sia la strada maestra che un Rotary DEVE percorrere con determinazione e con perseveranza. Ed è questa la strada che, modestamente ma con determinazione, indicai nel corso della cerimonia di consegna della Carta -non tanto al maestro di Rotary Nino Galfo che presiedette il club nel suo primo anno di vita- quanto ai neo amici Rotariani di Pozzallo ed Ispica.

Se ciò già non bastasse, a sconfessare ulteriormente -ove ancora ce ne fosse di bisogno- gli scettici di allora e, al contempo, a gratificare invece il gruppo di ‘chi ci credette’ sono le centinaia di attività che -in questi dieci anni di esistenza- il Club ha snocciolato senza mai tirarsi indietro nel servizio alla comunità locale, i fondi che con grande impegno ha raccolto, e con altrettanta generosità, ha elargito alla Rotary Foundation, il contributo che -in termini di idee, di uomini e di azioni- ha dato al Distretto 2110.

Infine, non posso non ricordare anche che il modesto contributo -dato da ciascuno dei protagonisti della nascita del Club- concorse a fruttare un importantissimo riconoscimento al Distretto 2110 che - grazie al numero di nuovi club che sorsero al suo interno- si fregiò per l’anno del centenario del titolo di distretto più prolifero dell’intera galassia rotariana.

Grazie, quindi, a quanti contribuirono alla buona riuscita dell’impresa ma grazie, soprattutto, al Governatore Emerito Ferdinando Testoni perché, individuando -prima- l’area sud-orientale della provincia quale possibile territorio di un nuovo Rotary e spronandoci -poi- nella faticosa opera necessaria alla coagulazione del gruppo iniziale, diede a queste due cittadine l’opportunità di avere un Rotary tutto loro.

 

 
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Giovedì 20 Novembre 2014 20:19

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